Dal 27 settembre 2025 al 1 marzo 2026 il Mart di Rovereto celebra Eugene Berman con la più grande retrospettiva mai dedicata a questo artista cosmopolita. Eugene Berman. Modern Classic non è solo una mostra: è un viaggio attraverso la vita e le opere di uno dei più affascinanti protagonisti del XX secolo, capace di unire la modernità delle avanguardie con un profondo amore per la tradizione.
Eugene Berman, nato a San Pietroburgo nel 1899, fu pittore, illustratore, scenografo, collezionista e fotografo dilettante. Dopo aver lasciato la Russia a causa della rivoluzione bolscevica, visse a Parigi, dove negli anni Venti si formò a contatto con i Nabis e le ricerche post-impressioniste, e sviluppò uno stile personale che mescolava classicità e immaginazione. Negli anni Trenta e Quaranta si trasferì negli Stati Uniti, dove trovò riconoscimento internazionale e collaborò come scenografo con il Metropolitan Opera di New York, Broadway e i Ballets Russes di Montecarlo. Nel 1958 Berman si stabilì a Roma, città che aveva sempre esercitato un fascino irresistibile su di lui e che divenne la sua casa fino alla morte nel 1972.
La mostra Eugene Berman. Modern Classic ricostruisce le tre grandi fasi della carriera dell’artista: Parigi, Stati Uniti e Roma. Oltre cento dipinti, un numero equivalente di disegni e carte, taccuini, fotografie, documenti d’archivio e persino oggetti e reperti archeologici provenienti dalla collezione personale di Berman offrono un ritratto completo di questo maestro del neo-romanticismo. Il percorso espositivo segue un ordine cronologico ma è arricchito da due approfondimenti tematici: il primo dedicato al gruppo dei neo-romantici, che include artisti come Christian Bérard, Pavel Tchelitchew e Leonid Berman, e il secondo alle vicende romane dell’artista, quando intrecciò relazioni con Corrado Cagli, Alberto Savinio, Fabrizio Clerici, Leonor Fini e Piero Fornasetti.
Il progetto nasce dalla riscoperta del prezioso lascito che Eugene Berman destinò allo Stato italiano, conservato presso il Museo Archeologico Nazionale dell’Agro Falisco di Civita Castellana. Il Mart ha potuto arricchire il percorso grazie alla collaborazione di collezionisti internazionali e allo studio dei materiali dell’American Academy in Rome, che custodisce un imponente archivio fotografico. Le immagini di Berman, scattate durante i suoi viaggi in Messico, Egitto, Libia e in diverse città italiane, dialogano in mostra con fotografie storiche di autori come Henri Cartier-Bresson, Helen Levitt e Herbert List, componendo un vero e proprio atlante della memoria.

L’esposizione non si limita alla pittura: restituisce la poliedricità di Eugene Berman, includendo scenografie, costumi teatrali, illustrazioni e grafiche editoriali realizzate per riviste come Town&Country, Vogue America e Life. Una sezione speciale è dedicata alla sua attività per il teatro e la danza, ricordando le celebri produzioni di Romeo and Juliet (1943) e Don Giovanni (1957) al Metropolitan Opera.
La retrospettiva di Eugene Berman mette in luce anche il rapporto privilegiato di Berman con l’Italia. Il tema del “viaggio in Italia”, così centrale nella sua poetica, rievoca il Grand Tour dei secoli passati e diventa per l’artista un diario visivo fatto di rovine, architetture, piazze e paesaggi che mescolano storia e sogno. L’influenza di Giorgio de Chirico, maestro del recupero dell’antico in chiave moderna, si percepisce in molte opere di Berman, che seppe trasformare la memoria in visione e il passato in presente.
Curata da Sara De Angelis, Denis Isaia, Peter Benson Miller e Ilaria Schiaffini, su un’idea di Vittorio Sgarbi ed Elisabetta Scungio, la mostra è allestita dall’architetto Emiliano Leoni. Il catalogo, edito da Silvana Editoriale, è il più completo mai pubblicato su Eugene Berman e include saggi di importanti studiosi e critici, insieme a un ricco apparato iconografico.
Eugene Berman. Modern Classic rappresenta un’occasione imperdibile per riscoprire un artista che ha saputo unire il linguaggio delle avanguardie europee, la scena culturale americana e la grande tradizione italiana. Visitare questa mostra significa immergersi in un mondo poetico, dove realtà e immaginazione convivono, e dove ogni opera diventa un frammento di viaggio tra passato e modernità.
