Ettore Ximenes (Palermo, 1855 – Roma, 1926) è stato uno degli scultori italiani più significativi tra Ottocento e primo Novecento, capace di coniugare la tradizione classica con le esigenze del monumento pubblico moderno. Figlio di Antonio Ximenes, calligrafo e miniaturista, e della nobildonna Giulia Tolentino, proveniva da una famiglia nobile di origine spagnola e da giovane si avvicinò prima agli studi letterari, per poi dedicarsi con passione all’arte.
Dopo una formazione all’Accademia di Belle Arti di Palermo e un periodo di studio a Napoli con maestri come Domenico Morelli e Vincenzo Gemito, Ximenes si trasferì a Firenze, dove fu profondamente influenzato dall’arte rinascimentale. La sua carriera lo portò a dirigere l’Istituto d’Arte di Urbino dal 1885 al 1894 e a realizzare numerosi monumenti celebrativi, che ne consacrarono la fama nazionale e internazionale.

Tra le opere principali si ricordano i monumenti a Giuseppe Garibaldi a Pesaro, Carpi e Milano, il gruppo monumentale dedicato a Giuseppe Verdi a Parma, e i monumenti alla Vittoria e a Vittorio Bottego sempre nella stessa città. Negli ultimi anni di carriera Ximenes lavorò soprattutto su commissioni estere: a Washington e New York si possono ammirare i suoi monumenti a Dante Alighieri e Giovanni da Verrazzano, a Rio de Janeiro il Mausoleo di Raul Soares de Moura, a Kiev il monumento allo zar Alessandro II, e a Buenos Aires il monumento al generale Belgrano e il busto allegorico della Repubblica Argentina. Collaborò anche con Manfredo Manfredi al Monumento dell’Indipendenza a San Paolo del Brasile.
Lo stile di Ettore Ximenes si distingue per un equilibrio tra rigore accademico e capacità di adattarsi alle esigenze commemorative dei grandi monumenti pubblici. Le sue sculture fondono naturalismo e idealizzazione, con particolare attenzione al dettaglio e alla resa psicologica dei soggetti. Nelle opere funerarie e celebrative emerge la sua sensibilità verso l’espressione dei sentimenti e del pathos, pur mantenendo sempre una forte eleganza formale. In sintesi, Ettore Ximenes rappresenta un ponte tra la tradizione ottocentesca e la modernità della scultura monumentale europea, lasciando un’eredità diffusa non solo in Italia, ma in tutto il mondo.
