Elena Bellantoni, nata a Vibo Valentia nel 1975 e attualmente attiva a Roma, si conferma nel 2026 come una delle voci più originali e incisive dell’arte contemporanea italiana. La sua ricerca artistica ruota attorno ai temi dell’identità, dell’alterità e delle dinamiche di potere, esplorati attraverso il linguaggio del corpo e pratiche partecipative che coinvolgono direttamente lo spettatore. La sua opera si sviluppa in un ampio spettro di media: dal disegno alla performance, dal video all’installazione, fino a interventi relazionali che trasformano lo spazio espositivo in un laboratorio sociale e critico.
Dopo gli studi a Parigi e Londra, con un MA in Visual Art conseguito nel 2007 presso la WCA University of London, Bellantoni si è distinta per un approccio interdisciplinare e internazionale. Fondatrice o co-fondatrice di piattaforme artistiche come Platform Translation Group a Londra (2007), 91mq Project Space a Berlino (2008) e Wunderbar Cultural Project (2015), ha costruito un percorso che coniuga autonomia creativa e rete collaborativa, mettendo in dialogo contesti locali e globali.
La ricerca sull’identità e il corpo
Il corpo, per Bellantoni, è al contempo soggetto e strumento di interazione: è veicolo di linguaggio, testimonianza storica e terreno di sperimentazione sociale. La sua pratica si concentra sulla decostruzione delle narrazioni stereotipate, sullo smascheramento dei ruoli di potere e sulla ridefinizione dello spazio occupato dall’individuo nel contesto contemporaneo. I lavori dell’artista si sviluppano come veri e propri esperimenti relazionali, in cui il pubblico non è mero osservatore, ma parte integrante della costruzione del significato.

Uno dei progetti più celebri è On the Breadline (2019), vincitore del Premio Italian Council. Si tratta di un lavoro itinerante che ha attraversato quattro paesi europei, indagando le condizioni di precarietà sociale e la dignità individuale attraverso azioni performative, video e installazioni. Il progetto è stato documentato in una monografia pubblicata da Quodlibet, che testimonia l’attenzione dell’artista per la ricerca sul campo e per la narrazione collettiva.
NOT HER: la potenza verbo-visiva del corpo femminile
Nel 2024 Bellantoni ha realizzato NOT HER, un’installazione video imponente composta da schermi LED alti sette metri, nata da un archivio di oltre 300 immagini. Il lavoro prende forma attraverso collage fotografici e performance, dove il corpo femminile diventa al contempo soggetto e oggetto di riflessione critica. Dalla “moglie perfetta” alla “bambolina” fino alla “bellezza contesa”, le figure femminili si trasformano in strumenti di potere e oggetti del desiderio, denunciate attraverso un racconto verbo-visivo in cui l’artista interpreta il ruolo del “pubblicitario sessista” e crea 24 réclame analogiche, ciascuna con una risposta critica. La sua presenza viene manipolata anche tramite intelligenza artificiale, generando immagini che pongono in discussione il concetto di autenticità e proprietà del corpo femminile. L’opera si lega a una lunga tradizione di omaggi alle artiste che hanno indagato il corpo e l’identità, da Ketty la Rocca e Tomaso Binga a Barbara Kruger e Cindy Sherman, creando un continuum generazionale di femminismo e critica visiva.
L’impatto internazionale
Bellantoni non si limita alla scena italiana: la sua arte dialoga con contesti internazionali, da Berlino a Parigi, dove ha realizzato l’installazione NOT HER per la sfilata Dior primavera-estate presso i Giardini delle Tuileries. La sua capacità di muoversi tra linguaggi diversi – arte visiva, performance, design e pubblicità – le consente di affrontare con efficacia le questioni sociali contemporanee, rendendo la sua pratica rilevante non solo per il mercato dell’arte, ma anche per il dibattito culturale internazionale.

The Fox and the Wolf: Struggle for Power, 2014, Video full HD 7’58’’, 6 fotografie e maschere della performance
Foto © Modestas Endriuška, 38 x 46,5 cm ciascuna, Courtesy l’artista, Collezione Farnesina
Dove vedere le opere di Elena Bellantoni
Le opere di Bellantoni sono presenti in importanti spazi espositivi e museali, oltre che in progetti itineranti. Il suo lavoro più esteso, On the Breadline, e NOT HER sono stati accolti in contesti pubblici e museali, diventando esempi significativi di come l’arte contemporanea possa riflettere criticamente su identità, corpo e società. Attraverso mostre, installazioni e performance, l’artista continua a stimolare riflessioni sulle relazioni tra individuo e collettività, confermandosi come una protagonista del panorama artistico contemporaneo.