Dal 12 febbraio al 2 giugno 2026 CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia di Torino ospita Edward Weston. La materia delle forme, la prima grande mostra in Italia dedicata a uno dei protagonisti assoluti della fotografia del Novecento. Curata da Sérgio Mah e organizzata da Fundación MAPFRE in collaborazione con CAMERA, l’esposizione arriva a Torino dopo le tappe di Madrid e Barcellona, offrendo al pubblico italiano un’occasione unica per confrontarsi con l’opera di un autore che ha contribuito in modo decisivo all’affermazione della fotografia come forma d’arte autonoma.
Il percorso espositivo riunisce 171 immagini e si configura come un’ampia antologia capace di attraversare oltre quarant’anni di attività di Edward Weston (Illinois, 1886 – California, 1958), dalle prime sperimentazioni dei primi del Novecento fino alle opere della piena maturità. La mostra restituisce uno sguardo europeo sull’eredità del fotografo statunitense, ponendola in dialogo critico con il modernismo delle avanguardie fotografiche europee e con le trasformazioni culturali e visive dell’America tra le due guerre.
La narrazione prende avvio dalle prime prove segnate dal pittorialismo, per poi seguire il progressivo approdo di Weston a una visione rigorosamente moderna, fondata sulla chiarezza formale, sull’uso consapevole della luce e sulla centralità della materia. Cofondatore del celebre Group f/64 e dei Camera Pictorialists of Los Angeles, Weston fu tra i principali promotori della straight photography, un approccio che rifiutava gli artifici pittorici per affermare la specificità del linguaggio fotografico e la sua capacità di esprimere valori poetici e intellettuali.

Elemento centrale della sua pratica fu l’uso della fotocamera a grande formato, strumento che gli permise di ottenere immagini in bianco e nero di straordinaria nitidezza e ricchezza di dettagli. Weston sviluppò così un’estetica essenziale e radicale, in cui forme naturali e oggetti quotidiani – conchiglie, peperoni, foglie, dune, corpi umani – vengono trasformati in presenze scultoree, sospese tra astrazione e realtà. Le sue nature morte, i nudi, i ritratti e i paesaggi sono oggi considerati iconici non solo per il rigore tecnico, ma per la capacità di rivelare una bellezza intrinseca, spesso invisibile a uno sguardo distratto. Radicata profondamente nel paesaggio e nella cultura statunitense, l’opera di Weston offre una lettura originale dell’identità americana del primo Novecento, lontana sia dalla retorica che dal reportage sociale. La fotografia diventa per lui uno strumento di conoscenza e di contemplazione, capace di indagare il rapporto tra uomo, natura e forma in modo diretto e non mediato.
Edward Weston. La materia delle forme non è soltanto una retrospettiva, ma un invito a riscoprire la forza e l’attualità di uno sguardo che ha segnato in modo indelebile la storia della fotografia. Attraverso un corpus coerente e potente, la mostra restituisce la complessità di un autore che ha saputo trasformare la materia del mondo in immagini senza tempo, contribuendo a definire il ruolo centrale della fotografia nella cultura visiva contemporanea.