Un’anteprima mondiale a Torino
Replaced è realizzata da Intesa Sanpaolo su committenza originale ed è presentata per la prima volta al mondo alle Gallerie d’Italia di Torino, nell’ambito della terza edizione di EXPOSED – Torino Photo Festival. La mostra è a cura di Brandei Estes e resterà aperta fino al 6 settembre 2026. Il 10 aprile, giorno dell’inaugurazione, alle ore 18.30 l’artista sarà in dialogo con la curatrice in uno degli eventi gratuiti del public program #INSIDE, seguito da un firmacopie del catalogo — co-pubblicato da Allemandi e Atelier EXB.
La scelta di Torino come palcoscenico di debutto non è casuale: le Gallerie d’Italia partecipano al festival confermando il proprio impegno per la promozione della cultura dell’immagine, in collaborazione con la Fondazione CAMERA e con il suo neodirettore Walter Guadagnini.

Il progetto: recitare ciò che si è vissuto
Al cuore di Replaced c’è un gesto radicale e insieme fragilissimo: Diana Markosian ingaggia un attore per rivivere momenti del suo passato sentimentale. Scene di tenerezza, ma anche momenti di rottura. Rievocazioni che abitano il terreno instabile della memoria — quel luogo dove il desiderio modifica, abbellisce, cancella.

Rivivendo quei frammenti con la mediazione di un altro corpo, Markosian prolunga e al tempo stesso interroga l’intimità che li attraversava, trattenendo ancora per un istante la sensazione dell’innamoramento. L’atto del rivisitare diventa così un atto di autorialità: un modo per esercitare padronanza sul ricordo mentre gradualmente se ne allenta la presa. Non è nostalgia, né voyeurismo sentimentale. È qualcosa di più preciso e più coraggioso: il tentativo di capire come funziona il dolore dall’interno.
La dislocazione emotiva come tema centrale
Il concetto attorno a cui ruota Replaced è quello che Markosian chiama dislocazione emotiva e psicologica. Il dolore che esplora non risiede soltanto nella fine di una relazione, ma in una consapevolezza più sottile e più bruciante: l’intimità — i gesti, i luoghi, i rituali che sembravano esclusivi — può essere rapidamente condivisa con un’altra persona. Nuovi ricordi possono essere costruiti dove ne esistevano altri. L’amore, scopre l’artista, può continuare anche in nostra assenza.
Le fotografie della mostra alle Gallerie d’Italia di Torino abitano questo spazio fragile e perturbante: il confine tra presenza e assenza, tra il desiderio di lasciar andare e quello di restare. Immagini che mostrano come attraversiamo cicli di attaccamento, separazione e memoria — cicli in cui il senso di perdita si intreccia con la consapevolezza che la vita, e l’amore, vanno avanti senza di noi.
Il film nella sala immersiva
Per approfondire l’effetto del tempo e della memoria, Markosian ha realizzato anche un film, proiettato nella sala immersiva del museo. Alternando immagini singole e giustapposizioni a schermo diviso, il film intensifica l’effetto drammatico delle fotografie e rianimana le stesse scene attraverso una dimensione narrativa estesa nel tempo. La scelta della sala immersiva non è neutra: avvolgere lo spettatore significa portarlo dentro l’esperienza, non lasciarlo osservare da fuori.
Diana Markosian: chi è l’artista
Nata a Mosca nel 1989, Diana Markosian è un’artista americana di origine armena che lavora tra fotografia, cinema e installazione. La sua pratica affronta i temi della memoria, dello spostamento e della costruzione di storie personali e collettive, spesso radicate nella sua biografia. Ha esposto al San Francisco Museum of Modern Art, alla National Portrait Gallery di Londra, all’International Center of Photography e al Foam Fotografiemuseum di Amsterdam. Nel 2025 ha ricevuto il Madame Figaro Prize ai Rencontres d’Arles per la mostra Father. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private, ed è riconosciuta per aver saputo costruire un dialogo sfumato tra pratica documentaristica e narrazione sceneggiata nell’arte contemporanea.

Con Replaced Markosian porta a Torino la sua vena più intima e universale: un lavoro che parla a chiunque abbia mai perso qualcuno e si sia chiesto, nel silenzio che segue, se quella storia continuasse da qualche altra parte senza di lui.
Informazioni pratiche Gallerie d’Italia di Torino | Dal 10 aprile al 6 settembre 2026 Public program gratuito #INSIDE: primo appuntamento 10 aprile ore 18.30 Catalogo co-pubblicato da Allemandi e Atelier EXB
