Dal 13 febbraio al 2 agosto 2026 il Museo Bagatti Valsecchi di Milano ospita Depero Space to Space. La creazione della memoria, la mostra dedicata a Fortunato Depero a cura di Nicoletta Boschiero e Antonio D’Amico. L’esposizione, realizzata in collaborazione con il Mart – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, segna il ritorno dell’artista futurista a Milano dopo trentacinque anni dall’ultima grande retrospettiva e si inserisce nel programma dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026.
Il progetto espositivo nasce da un’idea suggestiva: mettere in dialogo due visioni apparentemente lontane nel tempo ma sorprendentemente affini, quella dei fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi e quella di Fortunato Depero. Entrambi accomunati dal desiderio di “abitare” l’arte, di costruire spazi in cui passato e contemporaneità convivano, i protagonisti di questa narrazione condividono una concezione dell’opera come esperienza totale, capace di fondersi con l’ambiente che la ospita.

Abiti da uomo, 1945, olio su tavola, 55,5 x 82 cm Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto Fondo Depero © FORTUNATO DEPERO, by SIAE 2026
Il Museo Bagatti Valsecchi, casa museo ottocentesca allestita in stile tardo rinascimentale e abitata dai suoi creatori fino al 1974, accoglie oltre quaranta opere di Depero realizzate tra gli anni Trenta e Cinquanta, provenienti dalla Casa d’Arte Futurista Depero e dal Mart. Dipinti, arazzi, progetti e manufatti diventano così “ospiti” di un contesto domestico dalla forte identità storica, dando vita a un percorso inedito, concepito dallo studio di architettura A-Fact di Milano, che esalta il dialogo tra opere e spazi.
Come i fratelli Bagatti Valsecchi seppero aderire al gusto neorinascimentale promosso dalla monarchia sabauda senza rinunciare alle innovazioni tecnologiche del loro tempo, allo stesso modo Depero, negli anni Cinquanta, trasformò un edificio antico in un museo moderno, collocando opere contemporanee in un contesto arcaico e ottenendo un risultato radicalmente originale. È proprio questa capacità di far convivere epoche diverse, di creare una memoria viva e attiva, il fulcro concettuale della mostra Depero Space to Space. La creazione della memoria.
Il percorso rende omaggio alla straordinaria versatilità dell’artista trentino, pittore ma anche progettista, arredatore, scenografo e teorico dell’allestimento. Fin dagli anni Venti Depero si interessa alla messa in scena degli spazi, partecipando alle mostre di arti applicate di Monza e all’Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes di Parigi del 1925. In mostra emerge con forza la sua visione futurista dello spazio come luogo dinamico, multisensoriale, da vivere e attraversare.

Simultaneità metropolitane, 1946,olio su tavola, 95,5 x 110 cm Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto Fondo Depero © FORTUNATO DEPERO, by SIAE 2026
Il legame di Depero con Milano occupa un posto centrale nel racconto espositivo. È qui che l’artista presenta nel 1946 una personale alla Galleria Il Camino, sostenuto dal collezionista Gianni Mattioli, ed è sempre a Milano che prende avvio la sua rivalutazione critica, con la retrospettiva del 1962 curata da Guido Ballo e quella del 1989 alla Villa Reale. Il ritorno al Bagatti Valsecchi rappresenta dunque un nuovo capitolo di questo rapporto, in continuità con lo spirito eclettico e futuribile che ha contraddistinto la sua ricerca.
L’esperienza della mostra è amplificata da interventi sonori ideati da Gaetano Cappa dell’Istituto Barlumen, che trasformano alcune sale in ambienti immersivi, aumentando il senso di meraviglia e coinvolgimento del visitatore. Il percorso si conclude con la rievocazione del celebre ViBiBar, il Vino-Birra Bar progettato da Depero nel 1937, attraverso una serie di appuntamenti serali che trasformano il museo in un elegante bar futurista, tra musica jazz dal vivo, luci soffuse e convivialità d’altri tempi.
Depero Space to Space. La creazione della memoria è accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale, con saggi dei curatori e di studiosi che approfondiscono il ruolo di Depero come figura cardine del Futurismo e dell’arte del Novecento. Una mostra che non si limita a celebrare un maestro, ma invita il pubblico a riflettere sul concetto stesso di memoria, intesa come costruzione dinamica, spazio di dialogo continuo tra passato e presente.
