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    Home»Must Read»Crollo alla Torre dei Conti: La storia millenaria della “Turris illa toto orbe unica”
    TORRE DEI CONTI
    Must Read

    Crollo alla Torre dei Conti: La storia millenaria della “Turris illa toto orbe unica”

    RedazioneBy RedazioneNovembre 3, 2025Updated:Novembre 4, 2025Nessun commento3 Mins Read
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    Un boato improvviso nel cuore della Capitale, a pochi passi dai Fori Imperiali. Nella mattinata di oggi una porzione della Torre dei Conti, uno dei più antichi e affascinanti monumenti medievali di Roma, è crollata durante lavori di ristrutturazione. L’area tra via Cavour e via dei Fori Imperiali è stata immediatamente transennata, con traffico pedonale e veicolare interdetto.
    Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, i carabinieri e le squadre del 118: un operaio è rimasto intrappolato sotto le macerie e le operazioni di soccorso sono in corso. Le autorità stanno effettuando verifiche statiche per valutare l’integrità della struttura e prevenire ulteriori cedimenti.

    Un simbolo del potere medievale

    La Torre dei Conti, oggi parzialmente ridotta rispetto alla sua altezza originaria, è una delle testimonianze più suggestive dell’architettura fortificata medievale romana. Sorge nel rione Monti, presso largo Corrado Ricci, in posizione strategica tra l’area dei Fori e il Colosseo.

    TORRE DEI CONTI
    Foto: Italpress

    La sua storia affonda le radici nel lontano 858, quando Pietro dei Conti di Anagni fece costruire un primo nucleo fortificato sopra una delle esedre del tempio della Pace. L’edificio fu rivestito di travertino prelevato dai Fori Imperiali, un’usanza comune nel Medioevo. Questo rivestimento, però, scomparve nel XVI secolo, smontato per fornire materiale alla costruzione di Porta Pia.

    La “Torre Maggiore” del Medioevo romano

    Nel 1203, su impulso di papa Innocenzo III o di suo fratello Riccardo, conte di Sora, la torre fu ampliata fino a raggiungere la forma attuale. Con i suoi 50-60 metri di altezza, dominava la città, tanto da essere chiamata Torre Maggiore e da suscitare l’ammirazione di Francesco Petrarca, che la definì “Turris illa toto orbe unica” — “quella torre unica al mondo”.

    Secondo Giorgio Vasari, il progetto sarebbe opera dello scultore e architetto Marchionne Aretino, lo stesso che completò la Chiesa di Santa Maria della Pieve ad Arezzo. Questa attribuzione, sebbene non confermata da documenti, conferisce alla torre un ulteriore valore artistico.

    Terremoti, restauri e rinascite

    Nel corso dei secoli, la Torre dei Conti ha affrontato numerosi terremoti che ne hanno segnato la storia. Il sisma del 1349 la rese inabitabile, condannandola all’abbandono per quasi tre secoli.
    Nel 1620 iniziarono i lavori di ricostruzione, ma altri eventi sismici nel 1630 e nel 1644 ne compromisero nuovamente la stabilità. Solo alla fine del XVII secolo, sotto papa Alessandro VIII, furono costruiti due contrafforti di rinforzo, ancora visibili oggi, che ne garantirono la sopravvivenza.

    Un monumento isolato nel cuore della modernità

    Le grandi trasformazioni urbanistiche dell’età moderna hanno modificato radicalmente il contesto originario della torre. L’apertura di via Cavour alla fine dell’Ottocento e di via dei Fori Imperiali durante il periodo fascista l’hanno isolata dalle strutture circostanti, trasformandola in un monumento solitario nel flusso del traffico romano.

    Nel 1937, Benito Mussolini la donò alla Federazione nazionale arditi d’Italia, che la occupò fino al 1943. L’anno successivo, una parte del tempio della Pace, su cui si erge la torre, fu trasformata in mausoleo per il generale Alessandro Parisi, presidente della federazione, le cui spoglie riposano tuttora in un sarcofago romano all’interno della sala.

    Tra storia e fragilità

    Oggi, il nuovo crollo riporta l’attenzione sulla fragilità di un monumento che, pur sopravvissuto a secoli di terremoti e trasformazioni urbane, resta una delle testimonianze più evocative del Medioevo romano.
    Le autorità promettono un rapido intervento per la messa in sicurezza e il restauro, nella speranza che la Torre dei Conti, simbolo di potere e resistenza, possa tornare a raccontare la sua storia millenaria senza cedere al peso del tempo.

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