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    Home»Mostre ed Esposizioni»A Padova, le streghe tornano a vivere: una mostra per esplorare il sapere nascosto
    Cattedrale Ex Macello
    Léopold Desbrosses, Hille Bobbe, 1876, collezione Invernizzi
    Mostre ed Esposizioni

    A Padova, le streghe tornano a vivere: una mostra per esplorare il sapere nascosto

    RedazioneBy RedazioneOttobre 24, 2025Nessun commento4 Mins Read
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    Nel cuore di Padova, alla Cattedrale Ex Macello, prende vita dal 24 ottobre 2025 al 1° febbraio 2026 un progetto culturale che trasforma il mito della strega in un simbolo di conoscenza, autonomia e rinascita: la mostra STREGHERIE. Iconografia, Riti e Simboli delle Eretiche del Sapere. Un’esposizione che, attraverso un percorso immersivo e rigorosamente curato, invita il pubblico a riconsiderare la figura della strega al di là degli stereotipi e delle caricature legate al folklore o all’inquisizione.

    Curata dallo storico dell’arte e criminologo Andrea Pellegrino, questa nuova edizione di STREGHERIE si distingue per una rinnovata narrazione espositiva, concepita come un rito laico che guida i visitatori in un viaggio tra mito, corpo, sapere, persecuzione e rinascita. La mostra non è semplicemente un insieme di opere e documenti, ma un percorso simbolico che restituisce dignità e complessità a una figura storicamente perseguitata, trasformando l’esperienza della visita in un atto di riflessione culturale e sensoriale.

    Il percorso presso la Cattedrale Ex Macello si articola in nove sezioni narrative, concepite come portali iniziatici. Si parte dalle radici profonde del mito, esplorando culti antichi e simbolismi del femminile primordiale, per approdare poi alla dimensione del corpo inteso come sapere incarnato, spazio di desiderio e di resistenza. La terza tappa restituisce centralità agli saperi popolari: medicina naturale, erboristeria e pratiche magiche vengono ricollocate nel contesto culturale che meritano, lontano da pregiudizi e demonizzazioni. La sala del marchio indaga le dinamiche iconografiche che hanno costruito l’immagine demoniaca della strega, dalle miniature medievali alla propaganda inquisitoria.

    George-Achille Fould, Madame Satan, 1909, Collezione Luca Locati Luciani - Cattedrale Ex Macello
    George-Achille Fould, Madame Satan, 1909, Collezione Luca Locati Luciani

    Tra le tappe più suggestive si segnala la sala dedicata a Marietta Robusti, detta Tintoretta, che intreccia arte e leggenda. Si racconta che, tentando di proteggere la sua famiglia, la giovane artista affrontò l’incontro con una strega, e che il passaggio magico fu sigillato con un altorilievo di Ercole ancora visibile a Venezia. L’Ottocento, con la sua attenzione romantica alle figure evocative e misteriose, e la contemporaneità, in cui la strega diventa simbolo di autonomia e potere culturale, completano il percorso cronologico, offrendo al visitatore un’esperienza di continuità storica e riflessione critica.

    La mostra propone inoltre esperienze immersive di grande intensità emotiva. Una sala, realizzata in collaborazione con l’Archivio di Stato di Modena, ricostruisce un vero processo per stregoneria del 1539, consentendo ai visitatori di sedersi al banco degli imputati e comprendere l’angoscia, la violenza e la resistenza della donna processata. Un’altra sala, composta da specchi, luci e suoni, culmina nel Libro delle Ombre, dove i visitatori possono lasciare traccia del proprio pensiero e del proprio gesto simbolico, trasformando la visita in un’esperienza partecipativa e riflessiva.

    All’interno della mostra, l’artista Elisa Seitzinger firma un percorso parallelo con opere inedite che esplorano il tema della “strega-artista”. Due arazzi e cinque lavori pittorici, tra cui Superego, autoritratto simbolico dell’artista, affrontano con forza e determinazione il rapporto tra condizionamenti sociali, identità femminile e creatività. Le sue opere, ispirate a mosaici bizantini, icone sacre e tarocchi, tessono un dialogo tra antico e contemporaneo, offrendo al pubblico una chiave di lettura originale del mito della strega.

    Visitare STREGHERIE nel periodo di Halloween assume un significato particolare: la mostra diventa un rito collettivo di conoscenza e contemplazione, lontano dalla paura e dalla spettacolarizzazione, e avvicina il visitatore a un patrimonio culturale e simbolico spesso trascurato. Le famiglie e le scuole trovano nella mostra spazi e laboratori dedicati ai più piccoli, dove imparare divertendosi e confrontarsi con la storia del sapere femminile attraverso giochi, amuleti e pozioni.

    Il fascino della mostra risiede nella capacità di unire rigore scientifico e suggestione narrativa. Ogni oggetto, dalla stampa antica al talismano, dalle opere pittoriche ai documenti storici, custodisce un enigma e racconta un frammento di conoscenza. La visione curatoriale di Andrea Pellegrino consente di restituire coerenza e profondità a un tema complesso, offrendo un’esperienza culturale che unisce arte, storia e antropologia in un dialogo stimolante.

    Cattedrale Ex Macello
    Jean Veber, Streghe moderne, circa 1910, collezione Invernizzi

    STREGHERIE è una mostra per chi ama la cultura, per chi cerca di comprendere il passato senza pregiudizi e per chi desidera immergersi in un mondo in cui il sapere femminile, spesso marginalizzato, torna a essere centrale. È un’occasione unica per scoprire, riflettere e lasciarsi sorprendere. In un tempo in cui il fascino del mistero è spesso banalizzato, questa esposizione invita a riscoprire il valore del simbolo, la profondità della storia e il potere trasformativo della conoscenza.

    Visitare la Cattedrale Ex Macello con STREGHERIE significa attraversare un rito di conoscenza, comprendere la complessità di figure storiche spesso fraintese e, al tempo stesso, riconoscersi nei simboli e negli enigmi custoditi nelle opere. Una mostra che, nel suo insieme, rappresenta non solo un omaggio alla storia e alla cultura, ma anche un invito a ritrovare la propria capacità di stupirsi, riflettere e trasformarsi.

    Veneto
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    Redazione

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