Arte e Cultura Visiva: Tutto sugli Artisti e le Opere

C’è chi nasce vicino al marmo e impara a rispettarlo come si rispetta un essere vivente. Luciano Massari appartiene a questa categoria rara: cresciuto a Carrara, ha iniziato a scolpire a quattordici anni nei laboratori della città, trasformando quello che per altri potrebbe essere stato un lavoro estivo in una vocazione totale. Dalla formazione sul campo all’Accademia di Belle Arti, dalla cattedra alla direzione dell’Accademia di Carrara — fino alla svolta radicale degli anni Duemila, quando un viaggio all’Isola di Pasqua ha cambiato per sempre il suo sguardo. Oggi Massari è uno degli scultori italiani più rigorosi e poetici della sua generazione: le sue opere abitano collezioni internazionali, cave storiche, piazze e oceani. Lo abbiamo incontrato per parlare di pietra, silenzio, isole e della responsabilità di fare arte nel tempo della crisi climatica.

Tra rigore svizzero, improvvisazione jazz e gesto pittorico, Patrick Piccinelli costruisce una ricerca visiva in equilibrio costante tra struttura e libertà. Formatosi all’ECAL di Losanna accanto a figure fondamentali come Jean Otth e Pierre Chevalley, l’artista svizzero sviluppa una pittura in cui minimalismo geometrico ed energia espressiva convivono senza contraddirsi. In questa conversazione racconta il rapporto tra errore e creazione, il ruolo della musica nel suo studio, la centralità dell’esperienza visiva e la necessità di lasciare che la tela sorprenda persino chi la dipinge.

A Firenze, in Via dell’Agnolo, ha aperto Bagasseria. Il nome è catalano, evocativo e volutamente spiazzante: lo ha scelto Samuele Alfani, regista e pittore fiorentino, per battezzare il suo studio-galleria nel quartiere di Sant’Ambrogio. Non una galleria nel senso tradizionale del termine — nessuna distanza tra chi produce e chi guarda, nessun ruolo imposto, nessuna opera da considerare definitivamente chiusa. Alfani arriva dalla fotografia, dal teatro studiato a Barcellona, da dieci anni di cinema. La pittura è arrivata dopo, come una scoperta solitaria, e ha cambiato tutto. Lo abbiamo incontrato per parlare di come questi linguaggi continuano a contaminarsi, di cosa significa tenere un lavoro in uno stato di possibilità, e di Bau Bau Baby, la mostra che costruisce un percorso attorno a un’assenza.

Il Neo-Pop di Antonio Murgia è un’esplosione di segni, colori e ironia, dove l’immaginario pop viene filtrato attraverso una sensibilità profondamente contemporanea. Le sue opere intrecciano astrazione e figurazione, giocano con icone collettive e trasformano la superficie pittorica in un campo energetico pulsante. Un linguaggio fresco, spiazzante e immediato che rinnova il dialogo tra arte pop e sperimentazione visiva.

Eleonora Crippa è un’artista contemporanea che trasforma specchi rotti e icone della storia dell’arte in opere capaci di raccontare fragilità, rinascita e bellezza. Nei suoi lavori, la frattura non è mai fine a se stessa: diventa gesto di rivelazione, ponte tra memoria e innovazione, dialogo tra forma e emozione. In questa intervista ci racconta il senso del suo lavoro, la scelta delle icone e il potere dello specchio infranto come strumento artistico.