Non un semplice colore, ma un principio generativo: nel percorso artistico di Maria Grazia Focanti l’azzurro si configura come soglia simbolica e spazio mentale prima ancora che visivo. È una condizione atmosferica che trattiene la forma e insieme la sospinge oltre i propri confini, in una tensione continua tra contenimento e liberazione. Da questa intuizione prende avvio Nel grembo dell’azzurro, titolo che non designa un repertorio tematico, ma una postura estetica. Il “grembo” evoca infatti uno spazio originario e matriciale in cui l’immagine si costituisce per addensamento e rarefazione, per immersione e riemersione.
Il percorso espositivo si articola in nuclei che mettono in dialogo corpo e paesaggio, radici terrestri e profondità marine. Il corpo appare come membrana sensibile, luogo di attraversamento tra interiorità e orizzonte naturale; il paesaggio si presenta come campo energetico stratificato, capace di accogliere e rifrangere la memoria. Fulcro simbolico del cammino è l’azzurro, inteso non come dominante tonale, ma come soglia percettiva e mentale che connette profondità e apertura, ricordo e visione. Le opere delineano un itinerario che tocca la poetica delle origini, le metamorfosi vegetali e terrestri, le immersioni marine, fino alle sedimentazioni più recenti, dove il segno si configura come scrittura primaria e la forma affiora lentamente come rivelazione.
Come osserva il curatore Andrea Carnevali, “Nel grembo dell’azzurro non nomina un colore: nomina una condizione. In queste opere la materia non illustra, ma genera; la pittura non descrive, ma conduce lo sguardo verso una soglia in cui il visibile si apre all’invisibile e la forma diviene risonanza interiore”. La mostra invita a una fruizione contemplativa e vigile, riaffermando la valenza conoscitiva e meditativa della pittura: un’esperienza che non circoscrive i significati, ma ne favorisce l’apertura, affidando alla materia, al gesto e alle vibrazioni cromatiche la costruzione di traiettorie percettive individuali.
All’inaugurazione interverranno, tra gli altri, l’imprenditrice Caterina Garofoli, il presidente della Fondazione Marche Cultura Andrea Agostini, il presidente della Fondazione Ferretti Eugenio Paoloni, i sindaci Roberto Campelli (Monsano), Moreno Pieroni (Loreto) e Roberto Ascani (Castelfidardo), l’assessore alla cultura Ruben Cittadini e il direttore della rivista “ViVAarte” Oliviero Gessaroli. L’iniziativa è realizzata con il patrocinio dell’Assemblea Legislativa delle Marche e di numerosi enti del territorio, a conferma del valore culturale del progetto.
Maria Grazia Focanti (Jesi, 1961) è artista attiva tra ricerca visiva e riflessione culturale. Laureata in Sociologia all’Università di Urbino, ha sviluppato dagli anni Novanta un percorso di sperimentazione che dalla tecnica dell’acquerello si è progressivamente orientato verso l’acrilico e la materia. Negli ultimi anni ha esposto in mostre personali e collettive in Italia e all’estero, partecipando a rassegne in Croazia, Turchia, Ungheria, Argentina, Brasile, Francia e Senegal. Nel 2024, con Carlo Iacomucci, ha realizzato l’opera ambientale Impossibile paesaggio in libertà presso la Casa degli Artisti “Gola del Furlo”, nell’ambito delle iniziative di Pesaro Capitale italiana della cultura 2024. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private; libri d’artista e lavori grafici figurano in istituzioni internazionali come The Art Institute of Chicago, il Getty Research Institute e la Bibliothèque nationale de France. Vive e lavora a Monsano (AN).
Dal 7 marzo al 27 aprile 2026 | Inaugurazione: 7 marzo, ore 17,30
Sede: Casa Vinicola Garofoli (Visit Industry Marche)
