DAF, pseudonimo di Daniele Afferni, è una figura che attraversa con disinvoltura i confini tra fumetto, illustrazione, cinema e arte contemporanea, costruendo un linguaggio visivo riconoscibile e potente. Nato e formatosi a Milano, si diploma alla Scuola d’Arte del Castello Sforzesco e completa la sua formazione nel mondo della comunicazione pubblicitaria con Armando Testa, esperienza che segnerà profondamente il suo approccio all’immagine e alla narrazione visiva.
Fin dagli esordi, DAF sviluppa una ricerca artistica centrata sulla figura del supereroe, inteso non solo come icona pop ma come simbolo universale di forza, identità e trasformazione. Nei suoi dipinti a olio, caratterizzati da una forte componente surreale, personaggi monumentali e creature ibride abitano scenari sospesi, in bilico tra sogno e realtà. Il colore è acceso, la composizione dinamica, la tensione narrativa costante: elementi che rendono il suo stile immediatamente riconoscibile.
Parallelamente alla produzione pittorica, DAF costruisce una solida carriera nel mondo del fumetto internazionale. Collabora con le principali case editrici, pubblicando in Francia, Inghilterra, Giappone e Stati Uniti, fino ad approdare all’universo Marvel, dove firma progetti legati ad alcuni dei personaggi più iconici della cultura pop contemporanea. La sua capacità di fondere estetica cinematografica, ritmo narrativo e forza grafica gli consente di muoversi con naturalezza tra tavola disegnata e opera pittorica, senza mai perdere coerenza espressiva.

Nel corso degli anni, DAF amplia il proprio raggio d’azione collaborando con il cinema – da Dario Argento a Wim Wenders – e con il mondo dei videogame e delle card games, partecipando a progetti come X-Men: Insurrection, Marvel’s Spider-Man e Killing Floor 3. In ogni contesto, il suo contributo si distingue per la capacità di costruire universi visivi immersivi, dove l’azione diventa racconto e il personaggio veicolo di significato.
Oggi DAF è un artista capace di dialogare con pubblici diversi, superando le tradizionali barriere tra arte alta e cultura popolare. Il suo lavoro dimostra come il fumetto possa essere linguaggio contemporaneo complesso e stratificato, capace di interrogare il presente attraverso immagini potenti e senza tempo.
