Il Museo Gypsotheca Antonio Canova a Possagno si conferma tra le istituzioni culturali più vivaci del panorama italiano, proponendo per il 2026 un articolato programma di mostre, attività educative, restauri e progetti speciali. Punto di riferimento imprescindibile per gli studi su Antonio Canova, il Museo offre un’offerta culturale ampia e accessibile, capace di coinvolgere pubblici diversi e di rafforzare il ruolo del complesso museale a livello nazionale e internazionale.
Il 2026 si apre nel segno di Carlo Scarpa, tra i protagonisti dell’architettura e dell’allestimento del Novecento, di cui il Museo conserva preziose testimonianze. Fino al 2 giugno sarà visitabile la mostra Carlo Scarpa e le arti alla Biennale. Opere e vetri dalla Collezione Gemin, curata da Mario Gemin e Orietta Lanzarini. L’esposizione documenta il legame dell’architetto veneziano con le arti nella Biennale di Venezia, attraverso opere di Gustav Klimt, Paul Klee, Giorgio Morandi, Arturo Martini, Alberto Viani, Osvaldo Licini e vetri realizzati da Scarpa per Cappellin e Venini.

Ala ottocentesca, Museo Gypsotheca Antonio Canova, ph credits: Lino Zanesco
A inizio aprile riaprirà l’Ala Scarpa, interessata da un intervento di restauro su una porzione dell’ampliamento progettato dall’architetto, realizzato con la collaborazione della Soprintendenza ABAP, del Comune di Possagno e dell’Università Iuav di Venezia, grazie a un finanziamento del Ministero della Cultura. L’operazione garantisce la conservazione di uno degli spazi architettonici più significativi del Museo.
Il Museo mantiene un’attenzione costante anche verso il patrimonio canoviano, con interventi di tutela e valorizzazione di opere storiche. Tra queste spicca il restauro dell’Amorino (Principe Henryk Lubomirski), modello in gesso del 1785, e il recupero di tre modelli in cera rossa relativi al Monumento a Horatio Nelson, progetto di Canova tra il 1806 e il 1808. Questi interventi prevedono indagini diagnostiche, analisi chimiche, pulitura e consolidamento, con criteri di minima invasività e reversibilità, restituendo piena leggibilità a opere di alto valore artistico e documentario.
Il principale appuntamento espositivo sarà la mostra Antonio Canova e il Monumento a Horatio Nelson, in programma dal 1° novembre 2026 al 28 marzo 2027. Curata dal prof. Paolo Mariuz, l’esposizione permetterà di seguire l’evoluzione del progetto monumentale di Canova, dalle prime fasi progettuali ai materiali esecutivi intermedi, con prestiti da collezioni nazionali e internazionali. L’allestimento offrirà una lettura filologica e scientifica del metodo creativo dell’artista, collegando il progetto di Nelson ad altre opere come Napoleone come Marte pacificatore, evidenziando i legami tra eroe moderno e tradizione epica.
Il Museo Canova dedica grande attenzione anche alle nuove generazioni e alla fruizione inclusiva: laboratori didattici, attività in giardino, percorsi tattili e con interpreti LIS, visite guidate serali e partecipazione a eventi europei come la Notte dei Musei. Tra le novità 2026, una rassegna teatrale quinquennale proporrà ogni anno un’interpretazione contemporanea della vita e dell’arte di Canova, in collaborazione con l’Associazione La Chiave di Sophia.

Completano il programma iniziative di welfare culturale, come Bellezza che cura: arte e salute in dialogo, sviluppato nel 2025 con la Regione Veneto, l’Ulss 2 e l’Ufficio Scolastico Provinciale, per stimolare benessere e inclusione sociale attraverso l’arte. L’incontro 2026 restituirà i risultati del percorso e traccerà nuovi obiettivi per il futuro.
Con un programma che unisce rigore scientifico, restauri mirati, mostre di alto profilo e iniziative educative innovative, il Museo Gypsotheca Antonio Canova conferma il suo ruolo di centro di eccellenza nello studio e nella conservazione dell’opera di Antonio Canova, capace di attrarre e coinvolgere pubblici nazionali e internazionali.
