Si è conclusa con un’ampia partecipazione internazionale la prima edizione di Art Basel Qatar, segnando l’ingresso ufficiale del celebre marchio fieristico nel panorama culturale del Medio Oriente e del Sud globale. La manifestazione, ospitata tra M7 e il Doha Design District, ha attirato oltre 17.000 visitatori tra giornate VIP e apertura al pubblico, a cui si aggiungono migliaia di persone che hanno seguito i progetti speciali diffusi nel quartiere di Msheireb.
La nuova fiera, sviluppata in collaborazione con Qatar Sports Investments (QSI) e QC+, nasce con l’obiettivo di costruire una piattaforma stabile di scambio artistico e sviluppo del mercato nell’area MENASA (Medio Oriente, Nord Africa e Asia meridionale). Il risultato della prima edizione conferma l’interesse globale verso la regione e il crescente ruolo di Doha come polo culturale.
Collezionisti e istituzioni da tutto il mondo
Quasi la metà dei collezionisti presenti proveniva dalla regione MENASA, con una forte partecipazione da Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, affiancata da operatori e istituzioni di Europa, Asia, Africa e Americhe.
Le gallerie hanno segnalato nuovi contatti con musei e fondazioni e vendite distribuite su diverse fasce di prezzo, segnale di un mercato in espansione e di una crescente fiducia verso artisti e pratiche provenienti dal Sud globale.
La presenza di oltre 85 musei e fondazioni internazionali, tra cui Tate, Whitney Museum, Guggenheim, Serpentine Galleries e Fondation Beyeler, ha confermato il ruolo della fiera come luogo di scoperta e dialogo istituzionale.
Artisti del Sud globale al centro del progetto
La fiera ha riunito 87 gallerie provenienti da 31 paesi, tra cui 16 espositori alla loro prima partecipazione ad Art Basel. Grande attenzione è stata riservata ad artisti del Medio Oriente, Nord Africa e Asia meridionale, con numerose presentazioni personali e opere di grande formato.
Secondo Vincenzo de Bellis, Chief Artistic Officer di Art Basel, l’obiettivo non era replicare altri modelli fieristici ma costruire un progetto capace di dialogare con il contesto culturale locale, valorizzando le scene artistiche regionali in una prospettiva globale.
La città come estensione della fiera
Uno degli elementi distintivi di Art Basel Qatar è stata la diffusione dei Special Projects in diversi luoghi della città, con installazioni e performance di artisti come Abraham Cruzvillegas, Hassan Khan, Nalini Malani e Bruce Nauman.
Tra gli interventi più spettacolari, la proiezione notturna SONG di Jenny Holzer sulla facciata del Museo di Arte Islamica ha trasformato uno degli edifici simbolo di Doha in uno spazio di arte pubblica.
Anche il programma di talk Conversations, realizzato con Qatar Creates, ha registrato numeri record, coinvolgendo artisti, curatori e direttori di museo in dibattiti sull’evoluzione dell’ecosistema artistico regionale.
Doha sempre più capitale culturale
La fiera si è svolta parallelamente a un fitto calendario di mostre nei musei e centri culturali della città, dal Museum of Islamic Art al Mathaf – Arab Museum of Modern Art, consolidando l’immagine del Qatar come crocevia culturale tra Medio Oriente e scena artistica globale.
Come ha dichiarato il CEO di Art Basel Noah Horowitz, questa prima edizione rappresenta la base per un progetto a lungo termine capace di sostenere la crescita degli artisti e del mercato nella regione.
Le date della seconda edizione saranno annunciate nei prossimi mesi, ma una cosa è già chiara: Art Basel Qatar ha aperto un nuovo capitolo nella geografia del mercato dell’arte contemporanea.
