Procedono con ritmo serrato i lavori di restauro e rinnovamento del Piano Nobile di Palazzo Ducale di Urbino, sede della Galleria Nazionale delle Marche. Il 18 dicembre 2025, con una cerimonia fissata alle ore 11.00, verranno inaugurati alcuni ambienti completamente recuperati: la Sala delle Veglie e il corpo di fabbrica dell’antico Castellare, parte del penultimo lotto finanziato dai fondi PNRR. Si tratta degli spazi noti come Appartamento della Duchessa, luogo vissuto tra Cinque e Seicento dalle duchesse della casata Della Rovere con le loro corti, e già abitato da Giuliano de’ Medici – figlio di Lorenzo il Magnifico – durante il suo periodo di esilio tra il 1502 e il 1512.
La riapertura di queste sale permette di riscoprire un capitolo prezioso della storia del palazzo e della cultura urbinate. La Sala delle Veglie, rinnovata con un attento intervento museografico, ospita ora un percorso che attraversa l’intera parabola artistica di Giovanni Santi, pittore, poeta e scenografo, nonché padre di Raffaello. Il suo nome richiama l’atmosfera raffinata delle serate che animavano la corte di Guidubaldo da Montefeltro ed Elisabetta Gonzaga, celebri per la loro passione per le arti e per l’accoglienza accordata ad artisti, letterati e umanisti.
I restauri hanno riportato alla piena leggibilità gli intagli lapidei e i delicati stucchi che decorano questi ambienti, restituendo profondità e precisione ai rilievi rinascimentali. Un lavoro che, come spiega il direttore della Galleria Luigi Gallo, apre la strada alla conclusione complessiva del cantiere prevista per maggio 2026 e offre nuovi strumenti per rileggere la grande stagione artistica urbinate. Raffaello, infatti, pur essendo poco presente con opere in città, è espressione diretta del vivace clima culturale che circondava la corte feltresca. Accanto a lui emergono figure come Giovanni Santi e i suoi contemporanei Timoteo Viti e Girolamo Genga, nonché il plasticatore Federico Brandani, protagonista della grande stagione manierista marchigiana.

Una sezione della mostra permanente ripercorre la complessa storia costruttiva del Castellare: dalla partenza di Luciano Laurana nel 1472 al lavoro di Francesco di Giorgio Martini, autore della rampa elicoidale e delle volte a padiglione, fino agli straordinari stucchi realizzati dallo scultore milanese Ambrogio Barocci nel 1482. Gli angioletti che volteggiano tra festoni mossi dal vento rappresentano una vera innovazione tecnica e stilistica, preludio alla nascita di una scuola locale di plasticatori destinata a rimanere attiva fino al XVII secolo.

Un altro momento centrale dell’intervento riguarda il riallestimento delle opere di Raffaello. Nel cosiddetto Salotto della Duchessa tornano infatti visibili capolavori come la Santa Caterina d’Alessandria, la Muta e gli arazzi derivati dai cartoni per la Cappella Sistina, opere che raccontano l’evoluzione del giovane Sanzio tra Perugia, Firenze e gli influssi di Perugino, Pinturicchio e Leonardo. In dialogo con queste opere sono esposti Timoteo Viti, Girolamo Genga e, lungo il percorso, due protagonisti della stagione manierista nel ducato: Raffaellino del Colle e Francesco Menzocchi.
Nella camera da letto della Duchessa trovano infine nuova collocazione i grandi arazzi di caccia e paesaggio, tessuti fiabeschi popolati da animali reali e fantastici, un tempo destinati alle solenni decorazioni del palazzo. Un’immersione scenografica che riporta il visitatore nella magnificenza delle feste ducali del Cinquecento.
La riapertura dell’Appartamento della Duchessa segna quindi un passo decisivo nella valorizzazione del Palazzo Ducale. Un progetto che intreccia ricerca, restauro e narrazione storica, riconsegnando a Urbino uno dei suoi luoghi più simbolici, in dialogo rinnovato con l’eredità di Raffaello e dei grandi maestri del Rinascimento marchigiano.
