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    Home»Mostre ed Esposizioni»L’Amore Sublime tra Cristo e la Maddalena nella grande arte, dal Medio Evo al contemporaneo nei Musei Civici di Treviso
    Bernardo Strozzi, Santa Maria Maddalena
    Bernardo Strozzi, Santa Maria Maddalena penitente, 1620 circa, olio su tela, Musei di Strada Nuova - Palazzo Bianco, Genova
    Mostre ed Esposizioni

    L’Amore Sublime tra Cristo e la Maddalena nella grande arte, dal Medio Evo al contemporaneo nei Musei Civici di Treviso

    RedazioneBy RedazioneAprile 5, 2025Updated:Ottobre 9, 2025Nessun commento4 Mins Read
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    “La Maddalena e la Croce. Amore Sublime”, annunciata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Treviso al Museo di Santa Caterina dal 5 aprile al 14 settembre, a cura dei Civici Musei, “è una originale mostra che, in modo tematico, emozionale e multidisciplinare, conduce il visitatore dentro una storia di perdono e redenzione, di sofferenza e riscatto, di desiderio e forti emozioni. Una storia d’amore che artisti di ogni epoca, dal Medio Evo al contemporaneo, hanno eternato in capolavori carichi di affetti, tensioni, pathos, e, perché no, anche di sensualità. Una storia che ha affascinato anche il grande cinema” anticipa il sindaco Mario Conte.
    “Una mostra pensata per tutti, credenti e non, famiglie e ragazzi, uomini e donne: un percorso che, intreccia continuamente le arti, accompagna il visitatore in un viaggio emozionante e che stupisce in un crescendo di sala in sala. Non è solo la storia nota di Maria Maddalena, ma è la storia di una donna o di un uomo, insomma un esempio” – aggiunge l’Assessore alla Cultura, Maria Teresa De Gregorio.

    Tutto prende il via dalla fonte delle fonti, la Bibbia. Tutti gli evangelisti attestano la sua presenza, nominandola esplicitamente, nei momenti finali della vita terrena del Nazzareno, nelle fasi più convulse e tragiche della Passione, fino alla Resurrezione.

    sottolinea Fabrizio Malachin, che della mostra è il curatore.

    Paura, rabbia, tristezza, disprezzo, solitudine, ma anche speranza, gioia, sorpresa, esaltazione sono emozioni che caratterizzano la vita della santa e il suo esempio è oggi attualissimo, un autentico manuale di ‘educazione alle emozioni’, di come riconoscerle, gestirle, dominarle, comunicarle eccetera: educazione alle emozioni di cui tutta la nostra società ha tanto bisogno.

    Malachin

    Quell’Amore Sublime rivive in oltre cento miniature, dipinti, sculture, oreficerie e tessili, opere datate dal Medio Evo ad oggi, provenienti da prestigiose istituzioni, pubbliche e private, nazionali ed europee. In questo prezioso insieme, spiccano due nuclei eccezionali. Il primo, frutto della collaborazione con il Museo tedesco di Freising, porta in Italia, per la prima volta, opere tedesche dal XIV al XVIII secolo. Il secondo valorizza il territorio trevigiano, con fondamentali opere provenienti dalla Gypsotheca di Possagno, dalla Pinacoteca Martini di Oderzo, dal Museo Diocesano di Treviso e dalle chiese della provincia.
    Tredici le sezioni di questa ampia rassegna. Un racconto che inizia con la Crocefissione, in cui con la Madonna e Giovanni, è protagonista nella sua umana disperazione. La stessa Croce, nella trasposizione di grandi maestri, è la naturale protagonista della successiva sezione, nel suo valore simbolico e identitario.
    Altri capolavori fanno esplodere in pura emozione il dolore urlato di Maddalena di fronte al Cristo deposto dalla Croce. Al cembro di una sala dove le luci son abbassate, brilla uno dei tanti capolavori di questa mostra davvero unica: la grande tavola bifacciale di Jan Polack raffigurate la Deposizione (fronte) e la Decapitazione di San Paolo (retro) In quest’opera la Maddalena è raffigurata in mantello verde e veste rossa foderata di pelliccia, con la parte superiore del petto scoperta, a ricordo della sua precedente vita mondana.

    Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino, Maria Maddalena penitente (in contemplazione), 1639. Collezione privata
    Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino, Maria Maddalena penitente (in contemplazione), 1639. Collezione privata

    La redenzione della Maddalena, il suo farsi pentita, è una iconografia che ha avuto ampia fortuna dopo il Concilio di Trento, divenendo simbolo universale della penitenza. Maddalena viene vista come una nuova Eva. Nell’800 Maddalena diventa archetipo di una spiritualità universale che supera il credo. Spariscono addirittura (a volte) i simboli religiosi (si veda la versione della Penitente di Canova) e l’attenzione degli artisti esalta la femminilità della santa. Superata la caduta e compiuta la redenzione, Maddalena viene ora celebrata anche in nudi di spirituale verità o in momenti di languido abbandono. Addormentata o svenuta, giacente o seduta, Maddalena diventa emblema di femminilità: pietismo religioso e carnalità si uniscono dando vita a opere pienamente romantiche.
    Il confronto sul tema della Via Crucis tra i due artisti trevigiani, Alberto e Arturo Martini, il più importante pittore simbolista italiano e l’ultimo grande scultore, aprono una delle sezioni della mostra. Le loro opere gettano un ponte tra Ottocento e il contemporaneo, fino alla prima opera realizzata con l’intelligenza artificiale ad essere presente in una mostra.
    In una sezione dei Musei Civici di Treviso curata da Carlo Sala, ad essere proposte sono alcune, originali interpretazioni di artisti contemporanei.

    Il personaggio di Maria Maddalena ha sollecitato il cinema di tutte le epoche, dal muto al sonoro, dal bianco e nero al colore. La maggior parte dei film tratti dai racconti evangelici, soprattutto riguardanti la Passione, la vedono plasticamente ai piedi della croce, riprendendo l’iconografia affermatasi nei secoli, a cominciare dai lunghi capelli sciolti che hanno offerto l’opportunità, in tanti kolossal, di sfoggiare da parte delle dive abbondanti chiome lucenti e sinuose.

    Info Musei Civici di Treviso: www.museicivicitreviso.it | tel. 0422 658954

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