Amaury-Duval: tra la lezione di Ingres e la ricerca della purezza primitiva
Nato a Montrouge nel 1808, Eugène-Emmanuel Pineux Duval, conosciuto come Amaury-Duval, fu una figura singolare della pittura francese dell’Ottocento. Entrato giovanissimo nello studio di Jean-August-Dominique Ingres, assimilò dal maestro la passione per la linea pura, il contorno definito e la forma poco modellata, privilegiando un disegno severo e disciplinato.

Pur restando legato a questo ideale classico, Duval aderì ben presto al gruppo dei “primitivi”, artisti che rivalutavano un linguaggio arcaico e spirituale, vicino alla sensibilità che in seguito avrebbe caratterizzato i preraffaelliti. Questo orientamento lo spinse a dedicarsi alla pittura religiosa e alle grandi decorazioni murali.

Nel 1844 realizzò gli affreschi per la cappella di Santa Filomena nella chiesa di Saint-Merry, e negli stessi anni decorò la cappella della Vergine a Saint-Germain-l’Auxerrois. In seguito, nel 1855, lavorò alla chiesa di Saint-Germain-en-Laye. Queste opere, volutamente arcaicizzanti e lontane dal gusto dominante, furono accolte con severità dalla critica contemporanea, che ne giudicò lo stile rigido e troppo distante dalle tendenze moderne. Diversissimo fu invece il successo della sua produzione da cavalletto. Quando Duval si dedicò a figure ideali e ritratti, la sua arte rivelò una grazia distintiva, fatta di eleganza lineare, equilibrio compositivo e dolcezza cromatica. Tra i ritratti più celebri figurano quelli di Alexandre Duval (1840), Geoffroy (1852), Alphonse Karr (1859) e la raffinata Femme au bouquet de violettes, oggi al Louvre. Opere come Il Pastore greco (1834), lo Studio di nudo infantile (Louvre, 1864) e la Nascita di Venere (Museo di Lille) sono esempi perfetti della sua estetica: figure luminose, contorni netti, toni chiari e una armonia cromatica che fa emergere la purezza delle forme. Oltre alla pittura, Amaury-Duval lasciò testimonianze scritte preziose, tra cui L’atelier d’Ingres (1878) e Souvenirs, 1829-1830 (1885), documenti fondamentali per comprendere la vita e l’insegnamento del suo maestro. Alla sua morte, avvenuta a Parigi nel 1885, Duval lasciò un corpus coerente, definito da una ricerca costante della bellezza ideale, sospesa tra classicismo e spiritualità.
