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    Home»Arte Contemporanea»Alfredo Pirri inaugura il Polytropon Arts Centre con “Quello che avanza”
    Alfredo Pirri Cianotipie
    Alfredo Pirri Cianotipie Ph. Credis: Polytropon Arts Centre
    Arte Contemporanea

    Alfredo Pirri inaugura il Polytropon Arts Centre con “Quello che avanza”

    RedazioneBy RedazioneFebbraio 26, 2026Nessun commento4 Mins Read
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    Dal 1° marzo al 21 giugno 2026 Alfredo Pirri inaugura i nuovi spazi di Polytropon Arts Centre con Quello che avanza, un’opera ambientale site-specific concepita appositamente per l’ex complesso industriale di San Francesco, a Pelago, lungo il fiume Sieve. Il centro, nato con il patrocinio dei Comuni di Pelago e Pontassieve, prende forma grazie alla visione dell’architetta Maria Papadaki Badanjaki che, insieme al presidente Claudio Cantella, ha affidato la direzione artistica ad Andrea Cavallari.

    Con questo intervento Alfredo Pirri torna in Toscana e si confronta con un luogo segnato dall’archeologia industriale e dalla presenza costante del paesaggio fluviale. Le grandi finestre affacciate sulla Sieve diventano parte integrante dell’esperienza: lo scorrere dell’acqua dialoga con l’installazione, trasformando lo spazio in un campo percettivo dove il tempo deposita le sue tracce, proprio come fa il fiume.

    Quello che avanza prende forma attraverso la cianotipia, tecnica storicamente legata alla registrazione della luce. Alfredo Pirri la utilizza come strumento di riflessione sulla conservazione e sull’alterazione dell’immagine. Il blu intenso che avvolge lo spettatore trattiene lo sguardo e lo cattura: è il colore di una memoria che rinuncia alla forma compiuta per farsi traccia, impronta, residuo attivo. Ciò che resta dopo un processo non è scarto, ma materia capace di generare nuovo senso.

    L’installazione si compone di 144 fogli. Centotrenta documentano fasi di lavorazione e materiali residui; quattordici sono ottenuti tramite l’impressione diretta di piume esposte ai raggi UV. Le immagini oscillano tra riconoscibilità e astrazione, evocando forme vegetali che rimandano alle sperimentazioni ottocentesche di Anna Atkins, pioniera della fotografia botanica. Il titolo suggerisce una duplice direzione: ciò che rimane dai processi di lavorazione e ciò che, proprio grazie a essi, si fa avanti. L’opera guarda al passato senza nostalgia, trattando ogni residuo come il seme di un possibile futuro.

    In dialogo ideale con le cianotipie, le opere della serie ARIE introducono una dimensione di materia instabile, sospesa tra peso e leggerezza. Realizzate con piume, pigmenti, plexiglas e cristallo, si presentano come fotogrammi immobili di un movimento invisibile. Le superfici, attraversate da luce e colore, mutano con lo spostarsi dello sguardo: l’immagine non è mai definitiva, ma sempre in bilico tra presenza e dissoluzione. Nel loro insieme Quello che avanza e ARIE configurano uno spazio in cui il visitatore è invitato a sostare, a misurare il tempo con il proprio corpo e con il proprio respiro. Il residuo e la rovina, ciò che apparentemente resta ai margini, trovano qui una nuova e vibrante possibilità di esistenza.

    Alfredo Pirri Cianotipie
    Alfredo Pirri Cianotipie

    La pratica di Alfredo Pirri, tra le più rilevanti della scena contemporanea italiana, attraversa pittura, installazione, architettura e intervento nello spazio pubblico. Indaga da sempre il rapporto tra percezione, memoria e spazio, trasformando luoghi espositivi e urbani in ambienti esperienziali che mettono in equilibrio visione e presenza fisica. Le sue opere, spesso caratterizzate da superfici riflettenti e architetture temporanee, chiamano il pubblico a un’esperienza immersiva e a una riflessione sullo statuto dell’immagine.

    Nel corso della sua carriera ha realizzato numerosi progetti site-specific in musei e istituzioni internazionali, tra cui la GNAMC – Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, il Museo Nazionale Romano – Palazzo Altemps, il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma, il Museo Novecento, la Maison Européenne de la Photographie, MoMA PS1 e la Biennale di Venezia. Un percorso che conferma la sua capacità di intervenire in contesti differenti, ridefinendone la percezione.

    Con l’apertura del Polytropon Arts Centre, Alfredo Pirri contribuisce a decentrare l’arte contemporanea, portandola fuori dai grandi musei per rigenerare un luogo di produzione storica e trasformarlo in un nuovo presidio poetico. Attorno al suo intervento si svilupperà una stagione multidisciplinare fatta di performance musicali, azioni teatrali e incontri, pensati per connettere la comunità locale con le avanguardie internazionali.

    La mostra sarà visitabile dal 1° marzo al 21 giugno 2026 presso il Polytropon Arts Centre, in via del Molino 21 a San Francesco, Pelago. Soft opening il 1° marzo dalle 11 alle 19. Orari di apertura: da giovedì a domenica, 12–20; da lunedì a mercoledì su appuntamento.

    Polytropon Arts Centre: nasce lungo la Sieve un nuovo laboratorio del contemporaneo
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