Un dialogo attraverso i secoli
Alle Gallerie d’Italia di Napoli — museo di Intesa Sanpaolo in Via Toledo, nel cuore della città — nove tele di Alexi Worth condividono le sale con quattro vasi provenienti dalla Collezione Caputi, storica raccolta archeologica ottocentesca che conta oltre 500 esemplari ceramici greci e magnogreci di VI-III secolo a.C., oggi parte del patrimonio artistico di Intesa Sanpaolo. La selezione dei vasi è stata curata da Richard Neer, professore di Storia dell’arte dell’Università di Chicago, con un criterio preciso: il tema del simposio e della gestualità del bere, filo rosso che lega il mondo antico alla produzione contemporanea di Worth.

L’artista americano, nato a New York nel 1964, espone per la prima volta in Italia. Le sue tele rappresentano mani e bicchieri di vino su sfondi indeterminati, con una tecnica che mescola l’arcaico e il contemporaneo: l’aerografo, strumento di precisione meccanica, applicato a soggetti apparentemente semplici che si rivelano, a uno sguardo più attento, carichi di profondità psicologica e formale.
Il simposio come spazio di incontro
Il percorso espositivo è costruito attorno a un’idea insieme storica e scenografica. Nell’antica Grecia i crateri per i simposi venivano collocati al centro della stanza, diventando il fulcro della festa: intorno al vino si beveva, si discuteva di filosofia, si recitavano versi, si giocava. Le Gallerie d’Italia di Napoli replicano questa geometria: i quattro vasi antichi occupano lo spazio centrale delle sale, mentre le nove tele di Worth prendono posto lungo le pareti, come gli invitati al simposio. Una disposizione che non è mera scenografia ma vera e propria interpretazione critica dell’opera.
I lavori di Worth, in questo contesto, propongono variazioni di un simposio per due: gesti minimi, la distanza tra un viso e delle dita che reggono un calice, uno spazio intimo che si apre a letture molteplici. L’artista sceglie una palette limitata a tre colori — il nero e le sfumature dell’arancione terracotta — che richiama esplicitamente l’estetica della ceramica attica a figure nere e a figure rosse, e lavora sulla tensione tra realismo e astrazione, tra figura e silhouette, tra presenza e assenza.
Alexi Worth: l’enigma del gesto quotidiano
Alexi Worth è un artista che si muove in controtendenza rispetto alla saturazione visiva del nostro tempo. Il suo lavoro, come lui stesso ha spiegato, esplora cosa significhi, in un mondo digitale iper-saturo di immagini, che quelle immagini siano “create dalla mente e realizzate a mano”. La sua arte prende oggetti comuni — bicchieri da vino, porte, mani, foglie — e li restituisce in versioni enigmatiche e reinventate, osservati da punti di vista insoliti, depurati da ogni elemento superfluo.

È questa essenzialità, questa capacità di restituire alla figurazione il potere contemplativo che di solito si attribuisce all’astrazione, a rendere il suo lavoro così vicino alla sensibilità dei ceramisti greci. Come ha scritto la critica nel commentare la sua produzione, Worth non dipinge oggetti: dipinge il momento in cui un oggetto smette di essere scontato e torna a interrogarci. I vasi della Collezione Caputi fanno esattamente lo stesso, a duemila e passa anni di distanza.
Worth è stato premiato dalla Guggenheim Foundation, dalla Tiffany Foundation e dalla New England Foundation for the Arts, ed è rappresentato dalla galleria DC Moore di New York. È anche critico d’arte stimato, avendo collaborato con testate come The New Yorker, Artforum, Art in America e ARTnews, e ha scritto testi per cataloghi di artisti come Jasper Johns e Carroll Dunham.
Le Gallerie d’Italia e la collezione Caputi
La Collezione Caputi è uno dei gioielli meno conosciuti del patrimonio di Intesa Sanpaolo: oltre 500 ceramiche greche e magnogreche, costituita nell’Ottocento e oggi custodita e valorizzata dalle Gallerie d’Italia di Napoli attraverso percorsi sempre nuovi. Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo e Direttore Generale delle Gallerie d’Italia, ha sottolineato come l’accostamento con Worth serva a “riconoscere la sorprendente modernità dei vasi antichi e la forza del loro straordinario patrimonio di immagini, il cui valore continua a parlare, affascinare e sollecitare la creatività contemporanea.”

Vortici è curata da Silvia Gaspardo Moro e Richard Neer. Il museo di Napoli fa parte del progetto museale Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, insieme alle sedi di Milano, Torino e Vicenza.
Informazioni pratiche Gallerie d’Italia – Napoli | Via Toledo, 177 Da martedì a venerdì 10.00–19.00 | Sabato e domenica 10.00–20.00 | Lunedì chiuso Intero 7€ | Ridotto 4€ | Ingresso gratuito per convenzionati, scuole, under 18 e clienti Intesa Sanpaolo Prenotazioni: gallerieditalia.com | napoli@gallerieditalia.com | Numero Verde 800.167619
