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    Home»Arte Contemporanea»Alberto Garutti e “Temporali”: la natura lontana che diventa esperienza artistica a Bologna
    Alberto Garutti, Temporali, 2015, garage Bentivoglio, Palazzo Bentivoglio ph. Carlo Favero, courtesy Studio Alberto Garutti
    Alberto Garutti, Temporali, 2015, garage Bentivoglio, Palazzo Bentivoglio ph. Carlo Favero, courtesy Studio Alberto Garutti
    Arte Contemporanea

    Alberto Garutti e “Temporali”: la natura lontana che diventa esperienza artistica a Bologna

    RedazioneBy RedazioneGennaio 13, 2026Updated:Gennaio 13, 2026Nessun commento3 Mins Read
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    In occasione di Arte Fiera 2026, garage BENTIVOGLIO a Bologna inaugura l’anno con un progetto che coniuga arte contemporanea, spazio urbano e fenomeni naturali. Dal 4 al 28 febbraio, nella vetrina su via del Borgo di San Pietro, Alberto Garutti presenta “Temporali”, un’installazione che trasforma un evento atmosferico distante in un’esperienza visiva e sensibile, intima e collettiva al tempo stesso. L’opera mette in relazione lo spazio espositivo con il cielo lontano, facendo della luce un segno visibile di un fenomeno che accade altrove e creando un legame invisibile tra osservatore e atmosfera remota.

    L’idea centrale di Garutti è semplice ma rivoluzionaria: l’artista non interviene sul territorio naturale come altri pionieri della Land Art, ma agisce sul contesto urbano già esistente, integrando la sua opera nel sistema elettrico del luogo. In questo modo, lo spettatore diventa testimone di un evento che può manifestarsi o rimanere nell’attesa, affidato all’immaginazione di chi osserva. Il temporale, con i suoi lampi e tuoni, resta invisibile eppure presente, una dimensione sospesa tra realtà e percezione mentale. Come spiega il curatore Davide Trabucco

    L’opera è dedicata a coloro che passando di lì pensano al cielo, non necessariamente quello sopra di loro, ma forse un altro, lontano. L’altrove è il centro di molti lavori dell’artista, nella consapevolezza che la verità che cerchiamo è sempre un passo oltre il nostro baricentro.

    L’installazione di Garutti si colloca idealmente nella tradizione di artisti che dagli anni Sessanta hanno spostato la scultura oltre l’oggetto, verso la relazione con il tempo, il paesaggio e l’attesa. Se opere come The Lightning Field di Walter De Maria richiedevano pellegrinaggi in luoghi remoti, Garutti sceglie la dimensione urbana quotidiana, trasformando una vetrina in un dispositivo sensibile al mondo. La luce, quindi, diventa segnale e linguaggio, mentre il temporale diventa fenomeno poetico, tangibile solo nell’immaginazione di chi guarda.

    Alberto Garutti, Temporali, 2015, garage Bentivoglio, Palazzo Bentivoglio ph. Carlo Favero, courtesy Studio Alberto Garutti
    Alberto Garutti, Temporali, 2015, garage Bentivoglio, Palazzo Bentivoglio
    ph. Carlo Favero, courtesy Studio Alberto Garutti

    Il progetto si inserisce in una programmazione più ampia di garage BENTIVOGLIO per il 2026, che continuerà a esplorare dialoghi tra artisti diversi. Dopo Garutti, la scena bolognese ospiterà il collettivo austriaco Gelitin, noto per la varietà dei media e il tono ironico delle installazioni; Ferruccio Laviani, architetto e art director di Kartell, con la sua esperienza nel lighting design; il dialogo tra Salvo e Jonathan Monk, che indaga la questione della copia e del citazionismo tra contemporaneo e passato; infine, Angelidakis, Georgiou e Tsaroukis, una collettiva di artisti greci che riflette sul rapporto tra spazio, storia e creatività contemporanea.

    “Temporali” sarà visibile durante i giorni di Arte Fiera, dal 4 all’8 febbraio, con apertura straordinaria dalle 12.00 alle 23.00, e successivamente dal mercoledì al sabato dalle 19.00 alle 23.00. L’opera invita a fermarsi, osservare e riflettere: non è solo una luce nella vetrina, ma un ponte tra il quotidiano urbano e l’immensità di un cielo lontano, tra esperienza sensibile e immaginazione. L’installazione di Garutti trasforma così un evento naturale imprevedibile in un’esperienza artistica che coinvolge corpo e mente, memoria e attesa, legando chi osserva a un fenomeno che accade altrove, e rendendo ogni passaggio davanti alla vetrina un incontro unico con l’arte contemporanea.

    Con “Temporali”, Alberto Garutti conferma la sua capacità di reinventare lo spazio espositivo e di rendere poetica la relazione tra città, fenomeni naturali e percezione umana, ricordando come l’arte possa esistere anche nella sospensione e nella possibilità, trasformando l’ordinario in straordinario.

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