Firenze inaugura una delle mostre più attese della stagione invernale: Atlas of the New World, il progetto fotografico di Edoardo Delille e Giulia Piermartiri, sarà protagonista del MAD Murate Art District dal 4 dicembre 2025 all’8 febbraio 2026. Curata da Valentina Gensini e prodotta da MAD Firenze – Fondazione MUS.E, con il sostegno di Regione Toscana e Fondazione CR Firenze, l’esposizione invita a riflettere su un tema cruciale: come rendere visibili i futuri scenari del cambiamento climatico.
Delille e Piermartiri, vincitori del Premio Ponchielli 2024, lavorano da anni su un linguaggio che unisce reportage, sperimentazione visiva e ricerca scientifica. Il loro nuovo atlante del mondo futuro non è soltanto una raccolta di immagini, ma un dispositivo di consapevolezza: un tentativo di anticipare, attraverso la fotografia, ciò che il pianeta potrebbe diventare entro la fine del secolo.

Il cuore della mostra è la grande videoinstallazione multicanale allestita nella sala Wanda Pasquini: sei monitor, ognuno dedicato a uno dei Paesi su cui si concentra la ricerca, presentano 72 fotografie accompagnate da un soundscape immersivo. Le sequenze alternano gli scatti degli autori ai grafici climatologici utilizzati per costruire il progetto e il volume Atlas of the New World, co-prodotto da MAD Firenze. È la prima volta che il lavoro viene presentato integralmente negli spazi fiorentini.
La tecnica alla base delle opere è interamente analogica e rappresenta la chiave concettuale del progetto. Per ogni territorio visitato – dalle Maldive alla California, dal Mozambico alla Cina, fino alla Siberia artica – gli artisti hanno selezionato immagini in grado di rappresentare il possibile futuro climatico. Queste fotografie “di domani” vengono proiettate tramite un flash sincronizzato nel momento stesso dello scatto, sovrapponendosi alla scena reale. Chi è ritratto non percepisce la proiezione, così come spesso non percepiamo i cambiamenti che stiamo generando:
Il presente e il futuro si incontrano in un lampo.
Il risultato è un linguaggio visivo nuovo: immagini complesse, quasi oniriche, dove la realtà si mescola all’ipotesi scientifica, rivelando la drammaticità dell’innalzamento dei mari, degli incendi, dello scioglimento dei ghiacciai e delle alluvioni sempre più frequenti. È un atlante che mostra ciò che spesso sfugge all’immaginazione collettiva, affrontando quella che molti studiosi definiscono la “crisi dell’immaginazione” climatica.

La direttrice artistica di MAD Firenze, Valentina Gensini, sottolinea come il progetto rappresenti “una delle indagini più originali e forti sul cambiamento climatico, visionaria e coinvolgente, lontana dalla retorica del semplice reportage”. La mostra è il risultato di un lungo percorso di ricerca sostenuto negli anni da MAD Firenze, attraverso residenze artistiche, la produzione editoriale con L’Artiere e un intenso programma educativo rivolto a scuole e giovani.
Accanto all’esposizione è previsto infatti un ricco calendario di laboratori didattici settimanali, parte del progetto “Le chiavi della città”, dedicati agli studenti e focalizzati sulle conseguenze del cambiamento climatico. Il 15 gennaio 2026, inoltre, il volume Atlas of the New World sarà presentato ufficialmente al MAD Firenze, in collaborazione con Studio Marangoni, alla presenza dei fotografi.
MAD Firenze, Murate Art District si conferma così un osservatorio privilegiato per le visioni contemporanee. Con Atlas of the New World, la fotografia diventa strumento di anticipazione e responsabilità, capace di restituire in un lampo il futuro che stiamo costruendo.
