Dal 16 dicembre il patrimonio archeologico delle Marche esce simbolicamente dai magazzini e si mostra al pubblico. Con il progetto “Il patrimonio invisibile – Depositi Aperti”, la Direzione regionale Musei nazionali Marche rende visitabili le riserve del Museo Archeologico Nazionale delle Marche, a Palazzo Ferretti, ad Ancona. Un’operazione di grande rilievo culturale che trasforma uno spazio tradizionalmente riservato agli addetti ai lavori in parte integrante del percorso museale e dell’offerta culturale stabile del museo.
Grazie a un investimento di 800 mila euro nell’ambito del PNRR, assegnato dalla Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura, quello del MAN Marche diventa il primo deposito museale delle Marche aperto al pubblico. Qui sono conservati i reperti che non fanno parte dell’esposizione permanente, ma che rappresentano la porzione più ampia e significativa del patrimonio archeologico regionale.
L’inaugurazione è fissata per martedì 16 dicembre alle ore 12, alla presenza del Direttore generale dei Musei Massimo Osanna, del Direttore dei Musei nazionali delle Marche Luigi Gallo e del Direttore del MAN Marche Diego Voltolini. Per l’occasione, l’ingresso al museo sarà gratuito per l’intera giornata e le visite ai depositi proseguiranno fino alle 21.30.

L’obiettivo del progetto è chiaro: creare un “deposito aperto”, accessibile a tutti, comprese le persone con disabilità, superando barriere fisiche e concettuali. Gli spazi sono stati ripensati per garantire al tempo stesso la corretta conservazione dei reperti e una fruizione consapevole, trasformando il deposito in un luogo vitale, accogliente e leggibile. Come sottolinea Luigi Gallo, si tratta di restituire al pubblico «il ricchissimo patrimonio invisibile» che per decenni è rimasto nascosto, rendendo la conoscenza il fondamento della valorizzazione.
I depositi archeologici del MAN Marche custodiscono infatti circa il 90% delle collezioni del museo: oltre 180 mila reperti, raccolti in più di 160 anni di storia. Un patrimonio immenso, paragonabile a una vera e propria “biblioteca di oggetti”, dalla quale sono state tratte le “parole” del racconto espositivo. Questa metafora ha guidato la progettazione dei nuovi spazi visitabili, organizzati con criteri tipologici e topografici che permettono di “sfogliare” la storia del territorio marchigiano.
La nuova area si colloca sotto la terrazza vanvitelliana di Palazzo Ferretti, in ambienti di grande valore architettonico mai aperti prima al pubblico. Accanto alla grande sala della “biblioteca”, le gallerie perimetrali ospitano mosaici, reperti epigrafici, anfore e materiali legati alle antiche rotte commerciali. Una sala di raccordo tra percorso museale e deposito mette in dialogo la storia dell’edificio con i reperti medievali, mostrando anche le stratificazioni murarie dell’Ancona più antica.
Il progetto comprende inoltre una sala studio e un laboratorio di restauro, attrezzato con strumentazioni all’avanguardia e pensato come spazio operativo per restauratori, archeologi e ricercatori. Il deposito diventa così anche un luogo di lavoro, ricerca e formazione, oltre che di visita.
Un’area particolarmente significativa è quella dedicata al “deposito macerie”, che conserva la memoria della distruzione del museo durante la Seconda guerra mondiale. Qui, tra teche originali restaurate e reperti privi di contesto, si racconta una delle pagine più drammatiche della storia di Ancona e del patrimonio culturale italiano. A completare il percorso, la riapertura dell’ex via dell’Arsenale, lacerto urbano dell’Ancona prebellica, restituisce al pubblico un frammento di memoria civica e identitaria.
Con “Depositi Aperti”, il MAN Marche propone un nuovo modello di museo: trasparente, inclusivo e consapevole, capace di mostrare non solo ciò che è esposto, ma anche ciò che viene custodito, studiato e tramandato per le generazioni future.
