Arriva a Cagliari la prima grande mostra dedicata ad Antonio Ligabue (1899–1965), uno degli artisti più intensi ed emozionanti del Novecento italiano. Dal 28 novembre 2025 al 7 giugno 2026, il Palazzo di Città ospita 60 capolavori tra oli e disegni, offrendo un viaggio completo e avvincente nell’universo creativo di un pittore fuori da ogni schema, spesso definito il “Van Gogh italiano”.
Il percorso espositivo mette al centro la potenza espressiva delle immagini, la radicalità del linguaggio e la straordinaria capacità di Ligabue di leggere il mondo attraverso la pittura. La mostra invita il pubblico a guardare le opere non attraverso i miti biografici, ma nella forza visiva e emotiva della pittura, dove ogni colore, ogni pennellata e ogni soggetto raccontano una storia di vita vissuta fino all’estremo.

Ligabue è stato per anni un emarginato, un uomo in cerca di riscatto che ha trovato nella pittura la sua forma più autentica di libertà. Non dipingeva semplicemente: ruggiva sulla tela, trasformando il dolore e la sofferenza in una straordinaria energia creativa. Le sue opere non sono mere rappresentazioni della realtà, ma visioni di un mondo interiore, carico di emozioni forti, urgenza e passione. Gli animali – tigri, leoni, aquile – diventano simboli della sua forza istintiva e della vitalità primordiale che attraversava ogni sua creazione, mentre cavalli, cani e altri animali domestici rivelano una sensibilità dolce, un bisogno di affetto e di appartenenza.

Il percorso della mostra racconta i temi centrali del suo universo artistico: le scene di vita contadina, le carrozze, le troike, i postiglioni che richiamano la tradizione rurale e le stampe popolari, fino agli autoritratti, in cui Ligabue si confronta con il proprio volto come se fosse un campo di battaglia interiore. Ogni opera diventa così un grido, una confessione, una rivelazione che permette di comprendere il mondo interiore di un artista che ha vissuto in maniera intensa e senza compromessi.
Tra le opere esposte spiccano alcuni pezzi raramente visibili, come Circo all’aperto (1955–1956), Leopardo nella foresta (1956–1957), Aratura (1944–1945), Diligenza con castello (1957–1958) e Autoritratto con berretto da fantino (novembre 1962). La selezione consente non solo un’immersione visiva, ma anche una riflessione sul valore dell’arte come strumento di liberazione personale, capace di trasformare le difficoltà della vita in bellezza e autenticità.
Pur lontano dalle correnti artistiche dominanti del suo tempo, Ligabue anticipa tendenze che solo più tardi esalteranno la spontaneità creativa e la libertà espressiva. La sua tecnica, apparentemente istintiva e primitiva, infrange le regole accademiche e invita a un’esperienza estetica diretta, viscerale, capace di coinvolgere lo spettatore a livello emotivo oltre che visivo. Entrare in contatto con le sue opere significa confrontarsi con una verità senza filtri, con un’arte che nasce dal bisogno di esistere, di affermarsi, di raccontare la vita in tutta la sua crudeltà e meraviglia.

La mostra, organizzata dal Comune di Cagliari – Assessorato alla Cultura, Spettacolo e Turismo, Palazzo di Città – Musei Civici, con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna e della Fondazione di Sardegna, in collaborazione con Arthemisia, è curata da Francesco Negri e Francesca Villanti. Il catalogo, edito da Moebius, accompagna i visitatori in un percorso cronologico che narra le diverse tappe dell’opera e della vita di un artista tanto straordinario da aver appassionato generazioni di appassionati e ispirato film e sceneggiati televisivi sin dagli anni ‘70.
Dal 28 novembre, il Palazzo di Città di Cagliari si trasforma in un palcoscenico di emozioni, dove ogni colore racconta una ferita e ogni tela diventa specchio di una vita vissuta con intensità estrema. Un’occasione unica per immergersi nell’arte di Antonio Ligabue e scoprire la forza autentica di un uomo e di un pittore che ha saputo trasformare il dolore in bellezza, la solitudine in libertà e la vita in arte.
