Con “Artifices: i creatori dell’arte”, il Centro Trevi-TreviLab di Bolzano si prepara ad accogliere un nuovo, ambizioso capitolo del progetto “Storie dell’arte con i grandi musei”, iniziativa che dal 2023 porta nel capoluogo altoatesino le eccellenze museali nazionali. Dopo gli Egizi e gli Etruschi, il 2025-2026 è l’anno dell’antica Roma e dei suoi protagonisti meno conosciuti ma decisivi: gli artigiani, i maestri di bottega, i creatori materiali delle opere che ancora oggi popolano l’immaginario collettivo.
La mostra, organizzata dall’Ufficio Cultura della Provincia autonoma di Bolzano e interamente curata dal Museo Nazionale Romano, offre un punto di vista nuovo sulla produzione artistica romana, mettendo al centro non solo i manufatti, ma soprattutto le persone e i mestieri che li hanno resi possibili. Un approccio che risponde alla visione dell’Assessorato alla Cultura italiana, impegnato — come ricorda il vicepresidente Marco Galateo — nel costruire un ponte stabile tra il territorio altoatesino e le grandi istituzioni culturali del Paese.

Il Museo Nazionale Romano, con le sue quattro sedi — Palazzo Massimo, Palazzo Altemps, Terme di Diocleziano e Crypta Balbi — rappresenta una delle massime autorità nel campo dell’archeologia italiana. La direttrice Federica Rinaldi sottolinea come questa collaborazione confermi il ruolo del Museo quale custode privilegiato dell’eredità artistica, sociale e culturale della Roma antica. Le sue ricchissime collezioni, fatte di sculture, mosaici, affreschi, oggetti di uso quotidiano ed epigrafi, diventano la materia viva di un racconto che si concentra sull’evoluzione delle professioni artistiche dall’età repubblicana alla fine dell’Impero.
Al centro dell’esposizione si trovano le diverse figure di artigiani specializzati: scalpellini, ceramisti, mosaicisti, pittori, bronzisti, ciascuno identificato attraverso epigrafi, strumenti di lavoro e reperti. In mostra si alternano produzioni in serie, opere di lusso e testimonianze provenienti dalle officine tardoantiche della Crypta Balbi, tra i più affascinanti laboratori urbani giunti fino a noi. Il visitatore può così seguire il filo che lega la bottega al mercato, il lavoro manuale alla committenza aristocratica, la tradizione artigianale alle trasformazioni sociali della Roma imperiale.
Una delle sezioni più innovative del percorso riguarda il concetto di copia nel mondo romano, un tema cruciale per comprendere la diffusione delle forme artistiche greche e la loro reinterpretazione in epoca imperiale. Protagoniste sono le sculture provenienti dalla villa tardo-repubblicana di Fianello Sabino, esposte al piano interrato del Centro Trevi in un allestimento che ricrea l’atmosfera raffinata delle dimore aristocratiche dell’epoca. Una rassegna imponente che mette in luce la maestria degli artigiani chiamati a replicare, adattare o rinnovare i modelli iconici dell’arte antica.
Il percorso espositivo si arricchisce inoltre di un importante elemento di inclusione sociale: nel foyer sarà presentata la riproduzione tattile del celebre Discobolo tipo Lancellotti, realizzata dal Museo Tattile Statale Omero. Un calco fedele pensato per ipovedenti e non vedenti, in dialogo ideale con la copia conservata a Palazzo Massimo. Un gesto che afferma con forza la vocazione della mostra a essere non solo un racconto storico, ma anche uno spazio aperto e accessibile.

“Artifices: i creatori dell’arte” è dunque un viaggio nella complessità del fare artistico nell’antica Roma, un invito a guardare oltre la bellezza dell’opera finita per riscoprire l’ingegno, la tecnica e l’identità degli uomini e delle donne che hanno costruito una delle più straordinarie tradizioni artistiche della storia.