C’è qualcosa di preciso nel scegliere Lecce come sede di una fiera d’arte internazionale. Non è solo la bellezza della città, non è solo il barocco che riveste ogni superficie — è l’idea che l’arte contemporanea abbia bisogno di contesti che la sfidino, di luoghi carichi di storia che ne amplificano la risonanza. Dal 5 al 28 giugno 2026, il MUST — Museo Storico della Città di Lecce — ospita SENSES International Art Fair 2026, quarta edizione di uno degli appuntamenti più attesi del calendario espositivo di ITSLIQUID Group.
C’è una parola che Armando Rotoletti usa al plurale: Sicilie. Non per imprecisione, ma per esattezza. Perché l’isola che ha fotografato per oltre trent’anni non è mai stata una sola cosa — è stata territori, comunità, rituali, contrasti, stratificazioni. Dal 28 marzo al 27 settembre 2026, l’Antiquarium Comunale di Centuripe ospita Sicilia. Un’isola, tante Sicilie, un progetto espositivo che raccoglie decenni di ricerca visiva e li restituisce come patrimonio collettivo.
C’è un filo che attraversa tutto il lavoro di Anna Perach — e non è solo quello del tufting, la tecnica con cui crea le sue sculture tessili. È il filo che collega il folklore slavo all’antropologia coloniale, la fiaba alla critica patriarcale, il tappeto al corpo migrante. Dal 14 maggio al 12 luglio 2026, Firenze ospita la sua prima personale istituzionale in Italia: Dis/Enchanted Interiors, prodotta da MAD Murate Art District e Fondazione MUS.E, in collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze, a cura di Veronica Caciolli e Valentina Gensini.
Tra archeologia, collezionismo farnesiano e produzione ceramica settecentesca, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli mette in scena un confronto diretto tra originale antico e sua reinterpretazione nella porcellana della Real Fabbrica di Napoli.
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C’è una soglia che separa il chiostro dal mondo. La attraversi e il rumore della città resta fuori. Il MUST — Museo Storico della Città di Lecce — occupa uno dei complessi architettonici più affascinanti del centro storico: l’antico Monastero di Santa Chiara, fondato intorno al 1430 e trasformato nei secoli da luogo di clausura a spazio pubblico, fino alla sua rinascita come museo della memoria collettiva leccese.
C’è una tecnica che ha attraversato cinque secoli senza invecchiare. Non perché sia rimasta uguale a se stessa — ma perché ha saputo cambiare con ogni epoca, adattarsi a ogni sensibilità, diventare lo strumento di chiunque avesse qualcosa da dire e cercasse il modo più preciso per dirlo. La pittura a olio non è solo una tecnica. È un linguaggio — il più flessibile, il più longevo, il più universale che l’arte occidentale abbia mai prodotto.
C’è un occhio al centro di tutto. Non come simbolo facile, non come citazione esoterica — come domanda. Chi è questa persona? Da dove viene? È un uomo o una donna? L’occhio di David Shepherd non risponde. Osserva. E in questa sospensione deliberata tra il particolare e l’universale si trova il cuore di una ricerca che ha trasformato un pittore autodidatta di Hamilton, Ontario, in uno degli artisti canadesi più riconoscibili sulla scena internazionale.
Vita da Artista
Edvard Munch è uno degli artisti più influenti del Novecento, noto per aver portato l’espressionismo nella scena internazionale con le sue opere intense e cariche di emozione. La sua capacità di catturare l’angoscia, l’amore e la paura umana ha reso le sue opere immortali e universalmente riconosciute. In questo articolo esploreremo la vita del maestro norvegese, le sue realizzazioni più famose come “L’Urlo” e il suo impatto duraturo sull’arte moderna.
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PARMA 360 compie dieci anni e sceglie la luce: LUX. Visioni sulla luce trasforma la città in un’esperienza sensoriale
C’è qualcosa di preciso nel scegliere la luce come tema per un decennale. Non è nostalgia, non è celebrazione: è una dichiarazione di metodo. Dal 18 aprile al 2 giugno 2026, PARMA 360 Festival della Creatività Contemporanea giunge alla sua decima edizione con LUX. Visioni sulla luce, a cura di Chiara Canali e Camilla Mineo — un invito a riscoprire la luce non come sfondo, ma come linguaggio, materia viva, mezzo espressivo. Una città intera come palcoscenico, ancora una volta.
Fondazione Querini Stampalia, il palazzo veneziano dove il tempo non è mai passato invano
Ci sono luoghi che resistono al tempo non per inerzia, ma per vocazione. Palazzo Querini Stampalia è uno di questi: un edificio che sorge nel sestiere di Castello, a pochi passi da Campo Santa Maria Formosa, e che da oltre centocinquant’anni custodisce una delle istituzioni culturali più vive e coraggiose di Venezia. Non un museo pietrificato nel proprio splendore, non un archivio chiuso alla città: la Fondazione Querini Stampalia è invece un organismo in continua evoluzione, capace di tenere insieme la bellezza del passato e la curiosità del presente, le collezioni aristocratiche e l’architettura contemporanea, la memoria e la sperimentazione. Un luogo dove entrare è sempre, in qualche modo, un atto di scoperta.
Mono-ha, la Scuola delle Cose: quando l’arte giapponese sfidò il modernismo occidentale
C’è un momento preciso in cui l’arte giapponese ha deciso di smettere di guardare verso Occidente e ha cominciato a cercare la propria voce nell’unica direzione rimasta inesplorata: verso il basso, verso la terra, verso la materia grezza delle cose. Era l’ottobre del 1968, e Sekine Nobuo stava scavando un cilindro nel terreno di un parco di Kobe, rovesciandone la massa in una colonna di cemento accanto al vuoto lasciato nello scavo. Quell’opera – Phase-Mother Earth – non era semplicemente una scultura. Era un gesto filosofico, una dichiarazione di esistenza: la cosa, il luogo e la relazione tra i due come unica forma possibile d’arte. Nasceva così il Mono-ha, la “Scuola delle Cose”, uno dei movimenti più originali e radicali emersi dal dopoguerra globale.
C’è un luogo a Venezia dove la storia si fa spazio al presente senza cedere alla nostalgia. Alle Procuratie di Piazza San Marco — uno degli edifici più carichi di significato dell’architettura veneziana, recentemente restaurato dall’architetto Pritzker David Chipperfield — ha aperto nel maggio 2025 SMAC Venice, il San Marco Art Centre. Un’istituzione giovane, indipendente, sperimentale, che si propone di mettere alla prova i modelli tradizionali di produzione e presentazione dell’arte. E che già nel primo anno di vita ospita, come evento collaterale ufficiale della 61. Biennale d’Arte, una delle mostre più attese della stagione: la grande personale di Lee Ufan, curata da Jessica Morgan per Dia Art Foundation.
Musei uniti per un mondo diviso è il tema dell’International Museum Day 2026
In un’epoca segnata da divisioni sociali, culturali e geopolitiche, i musei si affermano come spazi di dialogo e connessione. L’International Museum Day 2026 celebra questo ruolo con un tema che invita a riflettere sul potere della cultura nel costruire ponti tra persone e comunità.
Bologna apre i suoi musei al mondo grazie alla Giornata Internazionale e Notte Europea dei Musei tra aperture straordinarie ed eventi a ingresso gratuito
Due date. Cinquantaquattro musei. Quattordici comuni. Ottanta appuntamenti tra aperture straordinarie, concerti, visite guidate e conferenze. Bologna non celebra i musei — li abita, li attraversa, li restituisce alla città con la generosità di chi sa che il patrimonio culturale non è un archivio del passato, ma uno strumento attivo per leggere il pres